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Covid, ecco perché il virus quest’estate non farà più paura

LA STAMPA del 04 Maggio 2021 – GIAMPIERO MAGGIO

Com’era messa l’Italia un anno fa e la situazione attuale. Le differenze nella gestione della pandemia e cosa sta succedendo. Battiston: «Siamo sulla strada giusta». Di Perri: «La variante inglese sta funzionando da schermo, ci sta aiutando»

Fase due, 4 maggio 2020. Qual era la situazione dell’Italia quel giorno? Il Paese arrivava da un durissimo lockdown iniziato a marzo e si apprestava ad affrontare le prime “libertà” concesse dall’allora governo Conte. Per la prima volta dopo il 10 aprile, il numero delle persone contagiate dal virus e dunque il rapporto infetti/guariti scendeva sotto quota 100 mila (ma il totale dei contagiati registrati restava sempre comunque alto, 211.438). Il 26 aprile Conte annunciava un primo allentamento delle restrizioni (in virtù di un’inversione di tendenza della curva epidemiologia), poi confermate il 4 maggio, con la possibilità di rivedere i congiunti. Soltanto il 2 maggio, però, i morti erano stati 474, numero poi destinato a calare nei giorni successivi. Le riaperture, quelle vere, arriveranno successivamente, con il decreto del 3 giugno. Ma i numeri, in quel caso, stavano decisamente calando. Altro fattore: stava calando anche l’indice di contagio Rt (a fine maggio era sotto 1 in quasi tutta Italia). E lo stava facendo molto più velocemente di quanto in realtà stia capitando adesso.

I nuovi contagi giornalieri nel periodo compreso tra aprile maggio 2020 e 2021

La fotografia dell’Italia oggiIl 3 maggio 2021, esattamente un anno dopo e con un Paese che si appresta a vivere i primi veri allentamenti dopo lockdown “morbidi” e a singhiozzo, in che situazione ci troviamo? Siamo davvero pronti? Le persone definite “positive”, che hanno cioè contratto il virus, ieri erano 423.558, un numero doppio rispetto a un anno fa, anche se con un numero di tamponi effettuati ben superiore rispetto ai primi di maggio dello scorso anno (121 mila circa ieri, contro i 37 mila processati un anno fa). Ma le differenze non si riducono a questi numeri, ovviamente. Oggi, rispetto a un anno fa, la vera “rivoluzione” in chiave pandemia è determinata dai vaccini che stanno mitigando in maniera netta l’andamento dei contagi. Basti pensare che oltre 20 milioni di persone hanno beneficiato di almeno una dose di anti Covid e che, considerando anche tutti coloro che sono guariti, circa il 40% degli italiani ora risulta protetto. L’indice Rt è in calo ovunque, abbondantemente appena sotto 1 (circa 0,9). Cosa preoccupa però? A destare allarme è il numero di contagi per 100 mila abitanti: ora è attestato mediamente, in Italia, a 130 nuovi positivi per 100 mila abitanti ed è ormai acclarato che sopra quota 50 salta ogni tipo di tracciabilità del virus. 

Il numero di tamponi giornalieri nel periodo compreso tra aprile-maggio 2020 e 2021

Le differenze un anno dopo e il boom dei vaccini

Ad un anno di distanza e con le conoscenze che abbiamo oggi del virus, possiamo dire che la fotografia del Paese tracciata un anno fa fosse reale? La maggior parte dei virologi sostiene che lo fosse ma soltanto in parte, perché non c’era la conoscenza che abbiamo oggi del virus e, soprattutto, le capacità di tracciamento erano inferiori. «La vera differenza, però, la fanno i vaccini – spiega Roberto Battiston, fisico nucleare e che da un anno studia nel dettaglio l’andamento dell’epidemia attraverso i numeri –. Perché oggi almeno il 40% della popolazione è protetta e a fine maggio potremo raggiungere una percentuale che oscilla tra il 50% e il 55%». Nel dettaglio, sempre “sfruttando” i dati messi a disposizione da Battiston: all’1 maggio sono state inoculate 20 milioni dosi, con circa 14 milioni di italiani (il 23.5%) che hanno avuto almeno una dose di vaccino; si possono stimare circa altri 10 milioni (16%) che sono guariti dalla malattia nella seconda ondata. Affrontiamo il mese di maggio con circa il 40% della popolazione che ha un livello di protezione significativo/buono. Che cosa significa? L’abbassamento dell’indice Rt, oggi a 0,9, è dovuto ai vaccini. «Non ci fossero saremmo nella peste nera – fa notare Battiston – con un indice di contagio decisamente superiore, a circa 1,3». Altro che riaperture e allentamenti, dunque.

La differenza dei nuovi decessi per Covid nei mesi di aprile /maggio 2020 e 2021

Perché il virus non potrà più prevalere

Anche in questo caso ci viene in aiuto ciò che stava accadendo un anno fa in Italia. Ai primi di maggio l’indice Rt era molto sotto l’1 (0,75) e la situazione era decisamente buona (con un rapido calo dei contagi) grazie al forte lockdown dei mesi precedenti. Che cosa è successo dopo, in piena estate? Tra fine luglio e inizio agosto l’indice di contagio è ripartito (ben sopra 1) con spiagge, discoteche e ristoranti affollati. Quello che è avvenuto dopo, con l’Italia che riapriva scuole e uffici è noto: idem i pericolosi picchi e i tanti morti dell’autunno. 

Oggi, invece, la situazione è molto differente. C’è stato il lockdown, la curva epidemica cala dell’1% al giorno e la febbre del Paese sta calando. «Tutto questo nonostante ci siano ancora più di 420 mila infetti attivi, cioè registrati e noti, e altrettanti, se non il doppio, infetti non registrati che producono i 10 mila contagi quotidiani. Nonostante ciò i morti stanno calando giorno dopo giorno, idem le pressioni sulle terapie intensive». Come mai? Grazie all’incremento della campagna di vaccinazione, ora sopra 500 mila inoculazioni quotidiane. «Vaccini, vaccini, vaccini: sta crollando il numero di morti tra gli ultraottantenni e gli ultrasettantenni». Continuando la campagna di vaccinazione spinta il virus non potrà più prevalere: «Va aumentata la percentuale delle persone protette. Allora sì, sarà possibile dire che ci saremo lasciati alle spalle il periodo più buio. Quando? Già in estate» sottolinea Battiston.

L’importanza della variante inglese

Giovanni Di Perri, responsabile del reparto Malattie infettive dell’Amedeo di Savoia lo dice chiaramente: «Stiamo finalmente aprendo alcuni reparti degli ospedali prima impegnati tutti da pazienti Covid». Come fare, però, per bloccare il virus? «Vaccinare il più possibile, anche i più giovani». Che, poi, l’idea di estendere anche agli adolescenti le vaccinazioni è anche il piano del governo e del generale Figliuolo. «Ma c’è un motivo – spiega Di Perri –. Più il virus circola, più c’è il rischio che si formino varianti. E guardi, il 90% delle mutazioni noi nemmeno le vediamo. A proposito di varianti, meno male che abbiamo come prevalente quella inglese: funziona perfettamente da schermo rispetto alle altre due note in Italia, quella brasiliana e quella sudafricana. In più quella britannica risponde ai vaccini ed è meno cattiva». Insomma, ci sono tutti gli auspici non solo per un’estate diversa da quella scorsa ma anche per lasciarci alle spalle l’incubo virus. Sempre, però, usando la testa: mascherine e distanziamenti ci accompagneranno ancora.